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Superstizioni
e credenze del popolo siciliano |
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I nati di
venerdi
Per
molte persone, il venerdì è ritenuto un giorno nefasto, tranne
che per il popolo siciliano. Anticamente pensavano che i bambini
nati di venerdì fossero privilegiati: erano ritenuti forti,
valenti, scaltri,furbi e potenti a tal punto da maneggiare
serpenti velenosi di qualsiasi natura e a far fronte ai lunatici
(secondo le credenze del popolo, sono quelle persone che in certe
notti acquistano istinti di lupo, pur conservando le forme di
uomini). Il "venerino" così chiamato per chi nasce in
tale giorno, ha anche la facoltà di vedere le cose occulte e di
profetizzare l'avvenire. Gli spiriti maligni non hanno nessuna
influenza su di lui. Chi nasce di venerdì, non può essere
stregato e può anche abitare in una casa invasa dagli spiriti,
senza che venga da questi disturbato.
Era
usanza per le donne di Trapani, di conservare le uova fatte dalle
loro galline, nel venerdì santo. Così come per i Palermitani,
che ogni venerdì si recavano alla chiesa delle Anime dei corpi
decollati. Dopo aver offerto il loro rosario, le donne andavano ad
origliare sopra una lapide per sentire se ciò che esse
desideravano venisse loro concesso.
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La
Fata Morgana
La
Fata morgana contrariamente al nome, non è altro che un fenomeno
ottico che si avvera spesso nello stretto di Messina e nell'isola
di Favignana.
In
estate, pare a volte di scorgere nel cielo come un ondeggiare di
colonne, torri, palazzi, selve, rovine che si muovono, cambiano di
posto e si trasformano.
Guardando
da Messina verso la Calabria, si vede sospesa nell'aria,
ingrandita e moltiplicata, l'immagine di Messina e, viceversa,
guardando da Reggio verso Peloro, si specchia nello stretto la
città di Reggio.
Si
credeva che questo fenomeno era dovuto all'opera di una maga, la
famosa Fata Morgana, la regina dello stretto che cercava di
ingannare il navigante. Questo, illuso e confuso dal movimento di
tutti quei castelli aerei, credeva di approdare a Messina o a
Reggio, ma andava a naufragare lungo la costa, cadendo così nelle
braccia della terribile fata.
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Gli
scongiuri del popolo siciliano
Secondo
il popolo, esistono varie specie di "scongiuri": contro
il malocchio, contro i vermi intestinali, contro il vomito e la
diarrea, contro le malattie degli occhi, contro le malattie
esantematiche dei bambini, contro l'emicrania, la sciatica e le
altre malattie. Oltre agli scongiuri contro le malattie, vi sono
quelli contro gli animali nocivi e le tempeste per non parlare
degli scongiuri amorosi. In quest'ultimi, vi è l'invocazione
degli angeli, arcangeli, serafini e cherubini, che si riuniscono
attorno alla fattucchiera per darle il loro aiuto. C'è stata
sempre nel popolo, la tendenza a credere nei poteri soprannaturali
capaci di protezione e di difesa. Per esempio le immagini dei
Paladini, venivano dipinte sulle sponde del proprio carretto, come
ad averne protezione, a riceverne una difesa contro i malvagi e
gli invidiosi.
Palermo,
per l'intelligenza e il particolare amore di Giuseppe Pitrè,
vanta l'esistenza del Museo Etnografico Siciliano, il quale,
grazie al lavoro costante di ricerca, conta oggi più di ventimila
oggetti che altro non sono che la documentazione viva di tutto
quanto il grande demopiscologo, scrisse nella Biblioteca delle
Tradizioni Popolari Siciliane.
Uno
scongiuro contro il malocchio, secondo le credenze popolane, è lo
sputo, sopratutto se è triplice diventa una provvidenza. Onde
cacciare il male, per esempio quando si andava a visitare un
infermo si sputava tre volte, o quando c'era una donna in
sopraparto, oppure quando si incontrava un gobbo, un fattucchiere
o un prete. Addirittura certe madri, quando qualche dubbia donna
baciava il loro bambino, sputava tre volte non appena questa fosse
uscita di casa. Alcuni, portavano indosso, l'erva caccia diavuli,
(la ruta), chi l'aglio e la cipolla, chi la coda o un pò di pelle
della fronte di un lupo.
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Le
donne di Fuora
Le
donne di fuora non vanno confuse con le maliarde e le streghe,
poichè secondo alcuni nel loro corpo non alberga un particolare
spirito. Le donne di fuora vengono chiamate anche "belle
signore".
Secondo
la credenza, queste signore escono di casa la notte, non col corpo
e lo spirito, ma solamente con lo spirito. Vanno a trovare gli
spiriti degli inferi, le anime vaganti, per averne consigli,
risposte e domande di cose future, secondo le richieste dei
clienti. Era credenza che le "signore" costituivano una
società di 33 potenti creature, le quali erano sotto la
dipendenza di una mamma maggiore, che si trovava a Messina. Tre
volte la settimana, le notti di martedi, giovedi e sabato uscivano
in ispirito e andavano a concilio a Ventotene, per deliberare
sulle fatture da rompere, le legature da sciogliere, i castighi o
i premi da proporre contro o in pro di chi ha meritato il loro
odio o il loro amore. La donna di fuora prima di coricarsi
ricordava al marito o ad altri che erano in casa che la notte era
di uscita, e proibiva a tutti che non doveva essere toccata
durante la sua uscita.
Chi
voleva in casa una "bella signora" doveva prima della
mezzanotte, ardere dell'incenso, foglie d'alloro e rosmarino. Il
profumo chiama le belle signore al passare. Entrano per le fessure
o per il buco della serratura, poichè sono spirito. Le donne di
fuora non si lasciano vedere da nessuno, ma il loro passaggio è
rivelato da sentori e da rumori impercettibili. Si vuole che le
prime donne di fuora ricevettero la potenza direttamente dal
demonio, a cui per contratto diedero l'anima. La credenza vuole
che le doti di una donna di fuora devono essere la bellezza, il
senso della giustizia, la virtù del silenzio e dell'ubbidienza
alle decisioni prese insieme con le compagne.
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Bibliografia
Martin
& C., Superstizione, stregoneria e magia del popolo siciliano |
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