Dei due
castelli oggi rimangono
solo ruderi. Nel 1082 il
conte Ruggero donò il
castello di Polizzi alla
nipote Adelasia che
diete notevole impulso
alla crescita della
città. Nel 1234,
l'Imperatore Federico II
attribuì a Polizzi il
titolo di
"Generosa"
perchè piacevolmente
colpito dall'ospitalità
dei polizzani durante un
trasferimento da
Palermo.
L'imperatore
decretò infatti che da
quel giorno Polizzi si
sarebbe dovuta chiamare
Polizzi Generosa.
Infine, le molte
famiglie nobili che vi
soggiornarono, e
soprattutto la legge del
maggiorasco, permisero
il fiorire di una
architettura clericale e
la presenza di molti
ordini religiosi.
Polizzi Generosa
custodisce un vasto
patrimonio, sopratutto
all'interno delle
numerose chiese.
Sicuramente l'opera di
maggior pregio è il
trittico fiammingo di
autore ignoto del XV
secolo collocato
sull'altare maggiore
della Chiesa Madre.
Altre opere di grande
valore sono: il
sarcofago di S. Gandolfo,
opera di Domenico Gagini
e diverse tele dello
Zoppo di Gangi.
Oltre
che per il suo
patrimonio
architettonico, Polizzi
Generosa è conosciuta
anche per lo
"Sfoglio", un
dolce inventato nel
Seicento dalle monache
benedettine del convento
"Badia
Vecchia", per
festeggiare degnamente
la ricorrenza del loro
santo protettore
"San
Benedetto". Molte a
Polizzi sono le
pasticcerie che
preparano lo
"Sfoglio Polizzano"
ma una sola detiene
ancora la ricetta
originale: la
pasticceria "Al
Castello" di
Giuseppe Agliata