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Si
individuano pertanto:
la
Zona A, di riserva integrale, nella quale l’ambiente
naturale è conservato nella sua integrità e cioè nella
totalità dei suoi attributi naturali, tanto nell’individualità
dei popolamenti biologici quanto nella loro interdipendenza;
nelle zone A si identificano, di massima, ecosistemi o ecotoni
(o loro parti) di grande interesse naturalistico e
paesaggistico, presentanti una rilevante minima antropizzazione;
la
Zona B, di riserva generale, in cui è vietato
costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni
esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio; in
questa zona possono essere consentite dall'ente gestore del
parco le utilizzazioni agro-silvo-pastorali e le infrastrutture
strettamente necessarie, quali strade di accesso, opere di
miglioria e di ricostruzione di ambienti naturali; nelle zone B
si identificano, di massima, ecosistemi o ecotoni (o loro parti)
di elevato pregio naturalistico, paesaggistico e con maggiore
grado di antropizzazione rispetto alle zone A;
la
Zona C, di protezione, nella quale sono ammesse
soltanto costruzioni, modifiche edilizie e trasformazioni del
terreno, rivolte specificamente alla valorizzazione dei fini
istitutivi del parco, quali strutture turistico-ricettive e
culturali, e aree di parcheggio;
la
Zona D, di controllo, in cui tutte le attività sono
consentite, purché compatibili con le finalità del parco. |