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Di epoca aragonese venne assegnato prima a
Tommaso Leontino e poi a Bartolo Tagliavia, cameriere della regina
Eleonora (1296). Dopo alcuni secoli esso pervenne a Giovanni Vincenzo
Tagliavia che nel 1538 ricevette il titolo di conte di Castelvetrano
ed il cui nipote Carlo Tagliavia Aragona, che ereditò il castello,
ebbe conferito da re Filippo I di Sicilia, il titolo di principe. Con
Giovanna Tagliavia Aragona Cortes, che sposò Ettore Pignatelli, il
castello passò a questa nobile famiglia la quale acquistò anche il
titolo principesco di Castelvetrano. Dal 1912 al 1930 ne fu signore il
principe Diego Pignatelli dal quale pervenne alla figlia principessa
Anna Maria Pignatelli Cortes, attuale proprietaria. Nel 1613 grandi
feste vi si tennero per il trionfale arrivo di Ottavio d'Aragona,
reduce della vittoria contro i turchi. Qualche anno dopo, nel 1622, il
castello nuovamente in festa si accinse ad accogliere il maestoso
corteo di Don Giovanni Tagliavia Aragona, il quale tornava dalla
Spagna con la sposa Giovanna Mendoza. Ma, con Maria Carolina, la
famosa regina austriaca (sposa di Ferdinando I di Borbone re delle due
Sicilie) che il castello divenne noto nei primi anni del sec. XIX,
poichè la regina vi rimase confinata per 84 giorni che segnarono la
fine della sua permanenza in Sicilia. In attesa del suo arrivo molti
lavori si fecero al castello sotto la direzione dell'architetto
Cardona e tutti i cittadini furono tassati per sopperire alla spesa.
Finalmente nel 1813 la regina fece il suo ingresso al castello
accompagnata dal figlio Leopoldo. Molti illustri personaggi si
recarono a rendere omaggio alla regina durante la sua forzata
permanenza e fra essi il principe Diego Pignatelli, il marchese
Giacomo di Saint-Clair, Don Giuseppe Lanza Branciforti principe di
Trabia il conte di Sommatino. Anche il re si recò al castello per
trovarvi la moglie. Infine il 14 giugno del 1813 fu costretta a
lasciare il castello partendo per l'Oriente insieme al figlio.
Interamente cancellato il primitivo aspetto del castello dalle
successive modifiche, esso, nella sua attuale struttura, non è più che
un bel palazzo dalle linee severe.
Bellumvider è un castello della
Sicilia occidentale annoverato nel 1239 nell’elenco dei castra exempta,
dell’imperatore Federico II di Svevia. A causa delle note vicende
storiche siciliane, a partire dal 1355, di esso non si ha alcun
riscontro nelle fonti storiche ed archivistiche; ne è stata accertata
l’esatta ubicazione. Nel palazzo Ducale della città di Castelvetrano,
residenza delle famiglie Tagliavia e Pignatelli Aragona Cortes, sono
stati individuati diversi resti di fabbrica riconducibili ad un
castello del XIII secolo. Questo lavoro, supportato da un attento
rilievo del palazzo Ducale e attraverso il confronto con architetture
sveve coeve, identifica i resti medievali contenuti all’interno del
palazzo Pignatelli con il castello federiciano di Bellumvider. Le
caratteristiche architettoniche dell’edificio, pianta quadrilatera con
torri ottagonali e l’uso del cubito salomonico, hanno permesso di
ipotizzare che si tratta di un edificio del XIII secolo ideato da
Riccardo da Lentini, noto architetto di corte. I resti, finora
individuati, consentono la ricostruzione della pianta originaria
stabilendo una sorta di anello di congiunzione tra il castello
quadrilatero di Catania e il castello ottagonale di Andria. Questa
ricerca, infine, arricchisce il panorama degli studi dedicati
all’architettura sveva dell’isola, suggerendo una rivisitazione delle
conoscenze storiche riguardanti la Sicilia durante il XIII secolo.
Tratto da "Castelli di Sicilia" di Alba Drago Beltrandi e da "Bellumvider
- La reggia di Federico II di Svevia a Castelvetrano" presentazione di
Maurizio Oddo. |